Nell’ambito dell'Azione 5.1 del Programma europeo Gioventù in Azione, la LVIA, in collaborazione con il Coordinamento Comuni per la Pace della Provincia di Torino, il Consorzio Ong Piemontesi, l'Associazione Forlì nel Mondo LVIA, l'Associazione Vivi e lassa viviri di Palermo, l'ARCI Ragazzi Firenze, la Cooperativa L’ARCA di Cuneo e le amministrazioni comunali dei territori coinvolti

lunedì 10 novembre 2014

World Cafè 2.0

L’incontro con i rappresentanti politici venuti a partecipare ad AllRights2, entra nel vivo con il World Cafè.  

Tutti i partecipanti, politici compresi, si mettono a confronto sedendosi a tavoli tematici ed aprendo una discussione costruttiva, affrontando un tema diverso per ciascun tavolo. 


I temi di discussione proposti, ripresi dai principi della Carta Europea, sono stati:
1) I giovani possono farsi promotori, facilitatori, mediatori di percorsi di partecipazione e dialogo fra i diversi attori del territorio? 
2) I giovani possono incidere con politiche innovative sul degrado urbano e sulla costruzione di comunità sul territorio? 
3) Come promuovere l’inclusione dei giovani con minori opportunità? 
4) Giovani: rischio o opportunità? La sfida di coabitare gli spazi della città.





Ogni tavolo ha quaranta minuti di tempo per trattare il tema riportato. Ad ogni partecipante - politici compresi! - vengono consegnati tre "gettoni-discorso", che danno diritto a tre minuti per esporre le proprie opinioni, regalabili se il discorso di un altro partecipante piace, interessa o necessità approfondimenti.





FEEDBACK

Il lavoro svolto nel World-Caffè ha avuto un ruolo importante nel fare emergere vari punti di vista sul ruolo della politica nella società italiana e a ragionare su quali possano essere nuove alternative e nuovi punti di incontro tra giovani e politica.
Si tratta di un contesto che implica un confronto diretto:  i politici erano direttamente esposti ai pareri ma anche alle critiche dei giovani partecipanti, è spesso, si è andati abbondantemente oltre le tempistiche limitate dove i dibattiti erano più accesi. Anche la maggioranza dei politici presenti ha apprezzato questa occasione di confronto, aggiungendo che loro stessi necessiterebbero più spesso di incontri di questo genere, molto utili a capire le esigenze reali ed anche ad elaborare delle soluzioni condivisibili.



I giovani stranieri presenti hanno voluto sottolineare che questo genere di incontro è risultato molto importante, tenendo conto del fatto che molti di loro non hanno ancora il diritto di voto. Proprio per questo motivo hanno mosso una critica costruttiva: da un progetto simile, di confronto, si deve sviluppare qualcosa di concreto e quindi risposte, nei “fatti”, da parte della classe politica che ha partecipato.


In un clima come quello odierno, di forte sfiducia dei cittadini verso il mondo della politica, la giornata del World Cafè potrebbe definirsi una “boccata d’aria fresca”, un ritorno al dialogo... questo anche grazie a quel genere di politici che han saputo, ma prima ancora voluto, mettersi in gioco e partecipare a diretto contatto con la società civile. 
I politici presenti hanno saputo dimostrare grande disponibilità all’ascolto, anzi, hanno aggiunto più volte che, soprattutto a livello locale, la politica necessità fortemente delle proposte dei giovani e della loro partecipazione.
E’ quindi necessario che sia i giovani che i rappresentanti politici compiano scelte coraggiose, che sappiano collaborare e mettersi in gioco, tentando di abbattere quell’immaginaria barriera che sembra separare questi due mondi che in realtà dovrebbero essere uno solo.





“E’ necessario fare rete”  ...è una delle principali proposte emerse e l’intento di tutti i gruppi partecipanti, compresi i politici, è di rimanere in contatto per organizzare nuovi progetti ed allargare ulteriormente la rete.

domenica 9 novembre 2014

Il nostro BAGAGLIO DI METODOLOGIE

Altro che riposo! Abbiamo avuto una domenica molto produttiva, qui ad AllRights2!
Oggi abbiamo lavorato su di noi, sui nostri GRUPPI e sui nostri PROGETTI.

Ad aiutarci nel nostro percorso c'era un'esperta:
Ilaria Zomer, collaboratrice del Centro Studi "Sereno Regis" di Torino, che da tempo si occupa di mediazione dei conflitti e di interazione costruttiva.

Vi forniamo, qui, un breve riassunto dei temi trattati, servendoci del materiale che Ilaria ha creato per il Seminario e consegnato ai partecipanti.
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La giornata di lavori è cominciata con una riflessione, tutt'altro che scontata, sui vari ruoli che ognuno di noi può ricoprire all'interno dei nostri gruppi.


 All'interno del gruppo: come prendiamo decisioni? 

Come costruiamo un programma e un obiettivo di lavoro? 
C'è una leadership diffusa?


I rapporti che intercorrono tra i partecipanti di un gruppo riguardano sia il CONTENUTO, sia la RELAZIONE. Il contenuto riferisce al COMPITO del gruppo, al che cosa dobbiamo fare insieme. Le relazioni riguardano il processo, il FUNZIONAMENTO del gruppo, al come stiamo insieme.
I compiti di funzionamento sono comportamenti che si concentrano nel fare si che il lavoro sia fatto. L’enfasi è su quello che ci si aspetta il gruppo debba fare. I compiti di funzionamento comprendono attività tipo:  preparare l’agenda, stabilire obiettivi, fornire linee guida,  avviare la discussione, stabilire limiti di tempo, dare e cercare informazioni, ricapitolare
I compiti di manutenzione si concentrano sullo sviluppo e mantenimento dell’armonia e coesione del gruppo. Tali attività riguardano il modi di funzionare del gruppo. Esse comprendono: il riconoscimento, l’incoraggiamento della partecipazione, la gestione del conflitto e la costruzione di relazioni.




In seguito, ci siamo soffermati sulla
OSSERVAZIONE PARTECIPANTE,
cioè sulla capacità di un gruppo di sapersi osservare

È importante saper osservare cosa sta succedendo nel gruppo per rendersi conto se esso sta al compito e fa stare bene, garantisce produttività e benessere e poter imparare dagli eventuali errori.

Che cosa sarebbe bene imparare ad osservare?

1. LA COMUNICAZIONE E LA PARTECIPAZIONE. Chi parla e a chi, chi è escluso, chi parla più frequentemente, che prende tanto tempo (i loquaci).

2. IL PROCESSO DECISIONALE. Come il gruppo procede nel selezionare un particolare corso d’azione, a maggioranza, col consenso, col silenzio, …

3. IL CONFLITTO è inevitabile e necessario  per un’efficace e creativa soluzione dei problemi. Come il conflitto è gestito nel gruppo:  evitandolo, attraverso compromessi, con la competizione, collaborando, …

4. LA LEADERSHIP. Essa riguarda chi influenza chi.

5. RUOLI E OBIETTIVI. Per essere efficace un gruppo deve avere chiarezza sui ruoli (chi fa che cosa) e sugli obiettivi (che cosa cerchiamo di ottenere)

6. LE NORME sono le assunzioni o le aspettative che i membri del gruppo hanno a proposito di ciò che è appropriato o inappropriato all’interno del gruppo. Sono le regole di fondo che regolano il comportamento del gruppo

7. MODALITÀ DI SOLUZIONE DEI PROBLEMI. Come il gruppo risolve i problemi? Una efficace modalità si riferisce alla identificazione e formulazione del problema, alla generazione di alternative, all’analisi delle conseguenze, ai piani di azione e di sviluppo futuri

8. CLIMA DEL GRUPPO. Si riferisce alle sensazioni o al tono generale del gruppo, come esso sia gradevole

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In un secondo momento, ci siamo soffermati sull'ASCOLTO DELL'ALTRO e sull'ASCOLTO DELLE NOSTRE COMUNITA' E DEI NOSTRI TERRITORI.

1. ASCOLTO DELL'ALTRO, INTER-PERSONALE
Tratto da Marianella Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili
Se volete ascoltare eliminate il verbo essere dal vostro vocabolario. Al limite non dovete pensare: "Questa è una sedia, questo è un tavolo", ma "Vedo questa come una sedia, vedo questo come un tavolo". Mi rendo conto che sembra ridicolo, ma aiuta a usare fin dall'inizio un linguaggio che non escluda che potremmo vedere le cose anche secondo un modo di vedere diverse. Il predicato "è" esclude, irrigidisce. Invece "adesso lo vedo così, ma..." ci induce a essere leggeri, flessibili, disponibili all'esplorazione di altri mondi possibili" .


 LE SETTE REGOLE DELL'ARTE DI ASCOLTARE
1. Non avere fretta di arrivare alle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.

4. Le emozioni sono gli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perchè incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affonta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo vien da sè.


2. ASCOLTO DEL NOSTRO TERRITORIO

REGOLA AUREA: METTI TUTTO IL MONDO IN UNA STANZA!

Come mappare e coinvolgere nel nostro processo più attori possibili?
Su quale tema lavoriamo?
1. Informazione: quali strumenti?
2. Informazione è occasione di fare networking e conoscere gli      attori del territorio coinvolgendoli direttamente nella        distribuzione del materiale e rendendoli partecipi nella        promozione dell’iniziativa.
3. Coinvolgimento delle istituzioni del decentramento cittadino
4. Coinvolgimento e collaborazione delle associazioni
5. Le chiese e la parrocchie
6. Attenzione al rapporto con i media: più vedremo alzarsi la        qualità del dibattito meno vi sarà attenzione da parte dei      media
7. L'opportunità di costruire un Tavolo di Garanzia chiedendo        agli stakeholder stessi di individuare delle persone di cui    “si fidano” per farne parte
8. Le interviste agli opinion leaders – mappare il territorio        /quali interviste? Focus group, modalità: racconto              polifonico?  Linea del tempo? il teatro invisibile?
9. Quali domande?

Le domande, possono essere suddivise in quattro macro aree, sono state strutturate per:
a. rilevare il parere e l’immaginario circa il problema specifico sul quale vogliamo  lavorare
b.conoscenza della problematica più in generale
c.posizioni che i diversi opinion leaders ritengono rilevanti per l’opinione pubblica
d.impressioni e suggerimenti sulla struttura del percorso di partecipazione e sugli 
strumenti di informazione e coinvolgimento che si vogliono attivare.

Le interviste ci servono a comprendere i punti di vista prevalenti ma anche a individuare i punti che potrebbero emergere dal dibattito.


I PASSI PER CREARE POSTO IN UNA STANZA IN CUI CI SIA POSTO PER TUTTI:
1. attenzione al setting : dove e quando incontrare le persone
2. spazio per la "lamentela"
3. spazio per una riflessione più ampia
4. spazio per la proposta concreta
5. spazio per la progettualità

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Sulla base di questi esercizi e di queste nuove metodologie, abbiamo lavorato nei singoli gruppi con i nostri peer-leaders per elaborare una progettualità concreta da poter presentare domani ai decisori politici dei nostri territori presenti qui ad AllRights2. 




Non vediamo l'ora di farvi sapere.. cosa bolle in pentola!!


sabato 8 novembre 2014

Il gioco di ruolo: DeWARcracy

Il pomeriggio di sabato è stato tutto incentrato sul grande gioco di ruolo che abbiamo chiamato DeWARcracy.
Siamo stati coinvolti dai peer-leaders in una simulazione di un conflitto politico, in cui abbiamo dovuto immedesimarci nel ruolo dei differenti attori

Il contesto in cui dovevamo muoverci, ognuno con i propri interessi particolari, era quello cittadino, ed in particolare quello di un grande quartiere multietnico. L’oggetto della contesa era, invece, lo spazio dismesso di un ex caserma occupata illegalmente dai richiedenti asilo (chiamato “Le Casermette”, nella città inventata di Mirinda!).
Vi spieghiamo come si è svolto operativamente perchè possiate inserirlo all’interno del vostro bagaglio di metodologie.

La simulazione

Il gioco inizia fornendo a tutti i partecipanti un documento che descrive in termini generali il contesto d’azione, quindi il quartiere, dopo di che i partecipanti si dividono in gruppi e ad ognuno di essi viene assegnato un ruolo. Gruppo a parte è quello della stampa, formato da giornalisti di differenti correnti politiche e a cui tutti gli attori dovranno fare riferimento per pubblicizzare le proprie “azioni” o alleanze strategiche e, ovviamente, per influenzare l’opinione pubblica. “Ciò che non appare sui media, non esiste!”





In questo caso erano presenti, in maniera caricaturale, varie forze politiche e della società civile odierna (CasaPanda, NegaNord, Forza Mirinda, Magna-Mall, Frikketthouse, Movimento Tre Asterischi, Movimento Democratico e altri) interessate a portare avanti propri progetti nel quartiere ed in particolare nell’ex caserma. Ogni attore aveva a disposizione un’iniziale bacino elettorale e capacità finanziaria, con cui mutare le sorti della campagna politica, proponendo progetti comuni o coalizioni, scambiando voti o sostenendo economicamente altri gruppi politici. I vari attori potranno accrescere il proprio bacino elettorale, in vista delle elezioni, proponendo eventi pubblici, azioni, manifestazioni ecc. comunicando il progetto alla stampa.






Feedback
Trovarsi a impersonare soggetti politici molto differenti dal proprio, necessita spesso di un grande sforzo di immedesimazione che però aiuta a comprendere meglio quali possano essere gli interessi differenti dai propri. Ed è proprio in un contesto conflittuale che il sapersi porre in una posizione empatica, e quindi propensa alla comprensione degli interessi differenti dai propri, fornisce ulteriori strumenti per raggiungere un accordo pacifico tra le parti.

Carta Europea di Partecipazione dei Giovani

La seconda parte della mattinata di oggi l'abbiamo dedicata allo “studio”.
Ma questo è AllRights... e se ormai avete imparato a conoscerci saprete che nulla qui è convenzionale!



La nostra missione era conoscere meglio un documento di cui pochi avevano già sentito parlare: la Carta Europea di Partecipazione dei Giovani alla Vita Locale e Regionale.

Un po' di storia...
Dopo l'Anno Internazionale della Gioventù (1985), il Consiglio d'Europa ha attivato una riflessione sulle esperienze di partecipazione dei giovani alla vita regionale e comunale e al termine del lavoro (nel 1990), è stata presentata questa Carta, che si auspicava venisse adottata da parte degli enti locali.
A distanza di tredici anni, questo documento è stato aggiornato e il 21 maggio 2003 è stata ripubblicato.

E', in sostanza, un documento di indirizzo che impegna i Consigli Comunali ad attuare una politica giovanile.
“Il punto di partenza è che la partecipazione attiva dei giovani alle decisioni e alle attività a livello locale e regionale è essenziale se si vogliono costruire delle società più democratiche, più solidali, e più prospere. Partecipare alla vita democratica di una comunità, qualunque essa sia, non implica unicamente il fatto di votare o di presentarsi a delle elezioni, per quanto importanti siano tali elementi. Partecipare ed essere un cittadino attivo, vuol dire avere il diritto, i mezzi, il luogo, la possibilità, e, se del caso, il necessario sostegno per intervenire nelle decisioni, influenzarle ed impegnarsi in attività ed iniziative che possano contribuire alla costruzione di una società migliore. […]
Nel sostenere e nell’incoraggiare la partecipazione dei giovani, le autorità locali e regionali contribuiscono ugualmente ad integrarli nella società, aiutandoli ad affrontare non solo le difficoltà e le pressioni che subiscono, ma anche le sfide di una società moderna in cui l’anonimato e l’individualismo sono spesso accentuati.”

Durante le nostre attività, ci siamo impegnati a leggere e ad approfondire il contenuto della carta, che è divisa in “politiche settoriali”, cioè nei diversi ambiti in cui si sviluppano le forme di partecipazione alla vita istituzionale locale e regionale dei giovani.

Per fare questo, abbiamo usato il metodo dell'APPRENDIMENTO COOPERATIVO: ci siamo divisi in gruppi “base” all'interno dei quali ogni membro poteva scegliere un settore della Carta, da leggere ed approfondire. Si sono create quindi delle “commissioni di esperti”, una per settore, che hanno intavolato un dialogo su quelli che sembravano i punti di forza o le debolezze del testo. In seguito, tutti gli esperti sono tornati all'interno dei loro gruppi base per la condivisione.




Ogni gruppo base ha poi creato una presentazione artistica che sintetizzasse i temi principali emersi durante il lavoro condiviso (cartelloni, disegni, improvvisazioni teatrali, canzoni,…).
Ecco alcuni esempi di ciò che abbiamo prodotto... che ne pensate??









Buone pratiche, queste (s)conosciute!

AllRights entra nel vivo.

Questa mattina abbiamo deciso di iniziare con una sferzata di positività, andando ad analizzare le BUONE PRATICHE già presenti sui nostri territori.

Molto spesso siamo concentrati su ciò che non ci piace per unire le forze e poterlo cambiare, dimenticandoci a volte delle molte cose positive che siamo riusciti a fare e che abbiamo davanti ogni giorno.
Il nostro scambio è servito proprio a questo scopo: portare testimonianza di ciò che di buono esiste nelle nostre comunità, per dare e ricevere spunti interessanti di progetti reali, che esistono e funzionano.

Cittadinanza attiva, giovani coinvolti nelle politiche locali, presenza di comunità inclusive e interculturali: cosa vediamo e cosa sentiamo, a livello di parole, di azioni e di clima, quando queste buone pratiche vengono messe in atto e funzionano? 






Le idee ed i progetti che abbiamo messo in comune sono stati accolti da tutti con entusiasmo e ci sembra che siano riusciti a portare nuova linfa vitale e nuove prospettive:
sperare in un futuro migliore si può e lo stiamo costruendo insieme, un mattone alla volta!








venerdì 7 novembre 2014

Iniziamo! AllRights2, giorno 0

La partenza non poteva essere migliore, qui ad AllRights!

Tra aerei in ritardo e pullman fantasma, bene o male siamo riusciti ad arrivare tutti puntuali all’incontro all’Open011.. abbiamo avuto giusto il tempo di posare i bagagli e poi siamo partiti con il nostro pomeriggio dedicato al “conoscerci”!

Ha aperto ufficialmente le danze il Presidente di LVIA, Alessandro Bobba.





Nel suo intervento ci ha lasciato alcuni preziosi spunti di riflessione, tratti anche da uno dei discorsi di Papa Francesco: quel che più è importante è NON abituarsi alle ingiustizie, è non cedere alla sempre maggiore “globalizzazione dell’indifferenza”

Dobbiamo attivarci! Partendo dalle nostre comunità, sicuramente, ma puntando sempre in alto e cercando una prospettiva sempre più ampia, per sfruttare quel “torrente di energia” che nasce dal coinvolgimento di ognuno di noi!

Dopo questo primo momento, ci siamo sbizzarriti! Serpenti impazziti, saluti bizzarri e statue in movimento hanno animato il nostro pomeriggio.. e le ore sono letteralmente volate!!!






Per concludere (..e riposarci un attimo!) ci siamo impegnati anche a raccogliere, su un cartellone, tutte le nostre aspettative per questi quattro giorni: cosa vorremmo imparare, cosa vorremmo saper fare e cosa vorremmo saper essere una volta tornati ognuno nel rispettivo territorio. Chissà se rileggendole alla fine saremo soddisfatti!


La presenza di così tanti giovani da tutta Italia è fonte di una grande carica e ci sembra proprio di aver iniziato con il piede giusto: si è creato un clima disteso e scherzoso, che di sicuro favorirà le attività di scambio dei prossimi giorni.




Ma questo è solo l’inizio! Oggi entreremo nel vivo delle attività e impareremo qualcosa di più sull’apprendimento cooperativo.. Restate collegati!!!


RIECCOCI! ALLRIGHTS 2: LA VENDETTA!

Chi mai l'avrebbe detto due anni fa??

Di sicuro tutti speravamo di poter ripetere un'esperienza ricca e coinvolgente come quella di AllRights2012, però all'inizio sembrava solo un sogno irrealizzabile.


OGGI, invece, apriremo le porte dell'Open011, qui a Torino, per la seconda edizione del nostro seminario nazionale!!

Resta come modalità quella del dialogo tra giovani e decisori politici, cambieranno i temi trattati nelle giornate.
Resta la stessa location, ma cambieranno i partecipanti ( in arrivo da Torino, Cuneo, Pinerolo, Forlì, Bologna e Palermo).
Insomma, resterà il vecchio AllRights ma allo stesso tempo sarà tutto nuovo e da scoprire!!


Incontreremo i nostri amici oggi alle 15 e dedicheremo il pomeriggio e la serata a conoscerci meglio e a cominciare a creare un clima produttivo e di dialogo.


Noi ci rimbocchiamo le maniche e finiamo gli ultimi preparativi.. E voi??


Andate a seguirci subito sui vari social network!!


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Carichissimi! Non vediamo l'ora di iniziare!!!